- Versione
- 1.3.0
- Aggiornato il
- 03/11/2026
- Richiede WordPress
- 6.2 o superiore
- Richiede PHP
- 7.4 o superiore
- Dimensione
- 110 KB
- SHA-256
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ThinkRedirect gestisce i redirect di un sito WordPress e tiene sotto controllo gli indirizzi che rispondono 404. Crea regole manuali e automatiche, evita che si formino catene, segnala i link interni che passano da un redirect e può spostare le regole più semplici direttamente nella configurazione del web server. Importa le regole esistenti da Redirection, All in One SEO, Rank Math e Yoast SEO Premium, così il passaggio da un altro plugin non richiede di ricominciare da zero. È adatto a qualunque tipo di sito.
Regole di redirect
Ogni regola ha una sorgente, salvata come percorso relativo alla home perché continui a funzionare anche dopo un cambio di dominio o di cartella, e un tipo di confronto: esatto, per prefisso (con la possibilità di conservare la parte finale del percorso) o con espressione regolare. Le risposte possibili sono 301, 302, 307 e 308, oltre a 410 per i contenuti eliminati e 451 per quelli non disponibili per motivi legali. La query string si può ignorare, richiedere identica o passare alla destinazione, e il confronto può distinguere le maiuscole.
La destinazione può essere un URL oppure un articolo, una pagina, un termine o un allegato: in quel caso la regola punta all’ID e segue da sola i futuri cambi di permalink. Una regola si può applicare solo quando WordPress produrrebbe un 404, avere una data di scadenza, oppure partire come temporanea e diventare 301 a una data stabilita. Le regole si organizzano in gruppi attivabili e ordinabili, e ogni utilizzo può essere conteggiato.
Redirect automatici e catene appiattite
Quando cambia lo slug di un contenuto o di un termine, ThinkRedirect crea da sé il redirect dal vecchio indirizzo; per le pagine gerarchiche segue anche le pagine figlie. Poiché la regola punta all’ID e non al nuovo URL, un secondo cambio di slug non genera una catena. Con l’appiattimento automatico attivo, una regola che porterebbe a un’altra regola viene riscritta verso la destinazione finale, e i cicli vengono segnalati.
Monitor dei 404
Il registro dei 404 è aggregato per indirizzo, con un contatore, e non conserva né IP né user agent; dal referrer viene tolta la query. Per ogni indirizzo rotto il plugin propone una destinazione cercando un contenuto con lo stesso slug, uno simile o un risultato di ricerca, e il redirect si crea con un clic. Un elenco di esclusioni predefinito tiene fuori dal registro le scansioni automatiche più comuni (/wp-login.php, /.env, file PHP, cartelle di sistema e simili); il registro conserva di serie 90 giorni e al massimo 5000 righe.
Link interni, cache e web server
Dalla scheda Strumenti si cercano i link interni che puntano a un indirizzo con redirect permanente, nel contenuto degli articoli e nei dati di Elementor, e si correggono verso la destinazione finale uno per uno o tutti insieme. Si può anche provare un indirizzo per vedere quale regola si applica.
Le regole esatte e per prefisso con destinazione risolvibile si possono esportare per Nginx o scrivere in un blocco dedicato del file .htaccess (Apache e LiteSpeed): il server le applica prima che parta PHP. Espressioni regolari, regole «solo se 404», risposte 451 e regole con scadenza restano gestite da PHP, che resta comunque attivo come rete di sicurezza. Quando una regola cambia, ThinkRedirect svuota in modo mirato le cache di pagina note (LiteSpeed, WP Rocket, W3 Total Cache, WP Super Cache, SiteGround Optimizer, Nginx Helper e WP Fastest Cache) sugli indirizzi coinvolti.
Importazione ed esportazione
Le regole si importano da CSV, dal formato JSON di ThinkRedirect e dalle tabelle o opzioni di Redirection, All in One SEO, Rank Math e Yoast SEO Premium presenti nello stesso database, con un’anteprima prima dell’importazione; i dati degli altri plugin vengono solo letti. Per Redirection è disponibile una migrazione completa che porta gruppi, regole, contatori, registro dei 404 (senza dati personali) e impostazioni equivalenti; le regole con condizioni che non hanno un corrispondente vengono importate disattivate, con la condizione descritta nella nota, e alla fine ogni regola viene provata.
Pannello, WP-CLI e REST
Il pannello si trova in Strumenti → ThinkRedirect, con le schede Redirect, Monitor 404, Gruppi, Strumenti e Impostazioni. Da riga di comando sono disponibili wp thinkredirect list, add, delete, test, import, export, migrate-redirection, flatten, rebuild, health e log-clear. L’API REST thinkredirect/v1 espone regole, gruppi, registro, prova degli indirizzi e diagnostica, ed è utilizzabile da remoto con le Application Password per chi amministra la capability di gestione, di serie manage_options.
Integrazione con l’ecosistema ThinkClouds
ThinkRedirect si aggiorna da ThinkRepo tramite la libreria ThinkClouds Updater e pubblica un manifesto ThinkClouds con i controlli di diagnostica. Dopo una migrazione eseguita con ThinkBridge riallinea l’indice delle regole agli ID del nuovo sito; la scelta di scrivere nel file .htaccess resta legata al server e non viaggia con i dati.
Requisiti
- WordPress 6.2 o successivo
- PHP 7.4 o successivo
- Apache o LiteSpeed per la scrittura delle regole in
.htaccess, oppure accesso alla configurazione di Nginx (facoltativo)
Download riservato alle persone autorizzate: ti chiederemo la tua email e un codice di conferma.
Novità per versione
1.3.0 03/11/2026
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